mercoledì 9 novembre 2011

E' NATO FIREFOX 8

Anche se effettivamente era già possibile scaricarlo da qualche giorno tramite il  server FTP Firefox, la versione stabile del browser Firefox 8 è stata ufficialmente rilasciata in queste ore.La nuova versione si basa su un motore Gecko8,  aggiunge Twitter tra le opzioni di ricerca e sta particolarmente attenta a non permettere la comparsa di Add-on indesiderati che rallentano la navigazione. Parlando più approfonditamente dei cambiamenti che interesseranno più da vicino il grande pubblico, c'è da segnalare una migliore gestionedelle tab. L'utente infatti, potrà decidere quali delle pagine visitate nell'ultima sessione caricare subito e quali lasciare in stand by, ottimizzando così i tempi. Sono presenti anche notevoli novità rivolte ai programmatori e sviluppatori, incentrate sopratutto sull'HTML5, e sulla possibilità di usufruire della tecnologia CORS. A proposito di sicurezza, tema tanto dibattuto in questo periodo, Firefox 8 ha risolto ben 3 vulnerabilità di sistema, collegate a falle e bug vari, che mettevano a rischio il sistema. Il nuovo browser targato Mozilla e, in generale, tutte le visioni dell'azienda in merito a Internet e società, sono state presentate nel corso di "Media, freedom and the web", un festival durante il quale è stato anche presentato un documentario interattivo realizzato interamente in HTML5 e WEBGL.

Elleerre

GOOGLE CI LEGGE NEL PENSIERO

Tra una modifica a Google+ e un restyling di Gmail, a Mountain View non si dimenticano di certo che Google è nato per essere un motore di ricerca, anzi, IL motore di ricerca. Il pilastro attorno al quale tutto ruota è infatti la ricerca web, per la quale sembra sia in uscita il nuovo algoritmo. L'algoritmo è, in estrema sintesi, l'insieme di istruzioni e di comandi che i programmatori danno al computer per compiere determinate funzioni e, in questo caso, per cercare i termini digitati dall'utente nel vasto mondo del web. Sembra che questo nuovo algoritmo riprenda quello che era il principio che Google aveva già introdotto l'anno scorso con "Caffeine", il quale permetteva di ottenere risultati più utili e più velocemente, "sfogliando" in parallelo migliaia di pagine web contemporaneamente. L'idea che sta alla base della nuova implementazione sembra che, a partire appunto dal sistema precedente, voglia tentare di leggere nel pensiero all'utente, restituendogli risultati più efficaci e utili alla sua ricerca. Sembra che il nuovo sistema sia in grado di capire se all'utente interessino risultati più o meno recenti, o se questo parametro non interessi affatto, analizzando solamente il termine immesso nella casella di ricerca: se per esempio viene digitato il nome di un personaggio al quale sono collegati eventi recenti, Google darà precedenza ai risultati inerenti tali informazioni. Sembra che questi cambiamenti influiranno su circa il 35% delle ricerche. Una notizia dell'ultima ora afferma poi che, addirittura, Google stia iniziando ad includere tra i risultati di ricerca, i commenti postati su facebook.

Elleerre

venerdì 4 novembre 2011

LA FINE DI INTERNET EXPLORER?

I dati raccolti e divulgati da Netmarketshare.Com sono chiari: Internet Explorer sta perdendo punti  tra i software di navigazione (browser), e dopo dieci anni scende al di sotto della soglia di utilizzo del 50%. Scelte strategiche sbagliate? Problemi tecnici? No, niente di tutto questo. Molto più semplicemente, oggigiorno si naviga molto più frequentemente attraverso Tablet e Smartphone, i quali utilizzano browser diversi (Safari e Chrome soprattutto), i quali sommati assieme superano di pochissimo il buon vecchio IE. Ci troviamo di fronte agli effetti di una sempre maggiore presenza di dispositivi mobili, che stanno mandando il caro vecchio Computer fisso di casa nel dimenticatoio. Safari, di Apple, ha saldamente in mano il 62% del traffico mobile, seguito a distanza notevole dal Chrome di Microsoft col 18,6%. Il dato inerente al software Apple è interessante perchè sembra che esso cresca in maniera superiore alle vendite di  Iphone a causa, affermano gli analisti, della crescita esponenziale che stanno vivendo gli Ipad. Nonostante tutto, il traffico da Pc si mantiene ancora al 94%, con la leadership di Internet Explorer, seguito da Firefox. Devo dire che analizzando le statistiche relative alle origini del traffico su questo blog, avevo notato una certa preponderanza di browser "nuovi", tra cui appunto Opera, e pertanto il dato che ci ha presentato Netmarketshare non mi impressiona. Certo che, a mio avviso, c'è da farsi una domanda: dato il trend in continua ascesa della navigazione mobile,  fino a quando durerà Internet Explorer?

Elleerre

giovedì 3 novembre 2011

AMAZON E I LIBRI IN PRESTITO

Non è la prima volta che scriviamo di Amazon, portale digitale leader nella vendita online di libri ed Ebooks. Oramai lo sviluppo tecnologico viene seguito a ruota dalle nuove frontiere della simulazione, che permettono alle persone di svolgere azioni con apparecchi digitali, come se le stessero compiendo in maniera "tradizionale". Pensiamo per esempio al lettori Ebook che, tramite diversi controlli Touch screen, permettono letteralmente di sfogliare un libro, nonostante sia visualizzato su uno schermo. Ebbene, l'ultima frontiera della "digitalizzazione" della vita umana, ha permesso di rendere virtuale anche il caro vecchio prestito di un libro. Il nuovo servizio si chiama "Kindle Lending Library" e permetterà dal 15 novembre agli utenti americani di prendere gratuitamente in prestito un libro al mese, a scelta tra 5.000 titoli. L'iniziativa, rivolta solamente ai proprietari di un Kindle abbonati ad Amazon Prime, vale anche in uscita perchè gli stessi utenti potranno scambiarsi tra loro i propri titoli preferiti. I pareri su questa nuova iniziativa sono discordanti: c'è chi la trova una genialata e chi, invece, teme una riduzione dei profitti. In realtà con questo sistema ci guadagnano tutti perchè, innanzitutto, gli editori riceveranno un rimborso forfait sui titoli prestati; gli utenti possono risparmiare dei dollari e Amazon vedrà moltiplicarsi la sua popolarità. Un bel colpaccio.

Elleerre

MADE IN ITALY OLTREOCEANO

In questo periodo di crisi economica e finanziaria (e basta però con sta crisi!) sempre più Paesi puntano su quelle che sono le sue punte di diamante per emergere o, semplicemente, per restare a galla. L'Italia può permettersi di puntare sul suo "Made in", apprezzato ed imitato in tutto il mondo soprattutto per quanto riguarda il settore moda. Fernando Napolitano, 47 anni, ha intuito che la cosa giusta da fare era puntare su questo comparto, e si è proposto di diventare una sorta di intermediario, per lanciare l'impresa italiana in tutto il mondo. Fernando è il fondatore e numero uno della "Why Italy matters Corp.", società di diritto americano nata la scorsa primavera con l'intento di promuovere negli States il meglio dell'industria Hi-Tech italiana. Fernando dice di essere convinto che l'italia debba pesare di più sulla scena mondiale, dove è ancora vista come un Paese di maccheroni, pizza e governi traballanti. Il nome del progetto che sta partendo è "italian business &  investments initiative" ed ha una mission molto semplice: selezionare il meglio che offre la nostra piazza e metterlo in contatto con acquirenti e finanziatori americani. Il progetto si avvale della collaborazione del primo magazine italiano scritto in lingua inglese, "Panorama Economy", e di centinaia di acchiappatalenti che verrano sguinzagliati per il Belpaese alla ricerca dei prodotti giusti. I migliori venture capitalist italiani hanno appoggiato in pieno l'iniziativa e centinaia di imprenditori sono pronti a scommettere sulle intuizioni che giudicheranno promettenti, e Napolitano giustamente soddisfatto annuncia: "i migliori sono con noi".  La lista delle realtà anche imponenti coinvolte in questo progetto è, in effetti, molto lunga, a riprova della bontà dell'iniziativa che punta a fornire una corsia preferenziale a quelle idee che, altrimenti, farebbero fatica a diventare realtà economiche. Certo è che le idee devono essere veramente ottime perchè, dai dati relativi a questo primo anno di attività, solo 3-4 start-up su 400 partecipanti  sono riuscite a ricevere i fondi messi in palio. Insomma sembra essere la giusta strada partire con la propria idea in tasca e puntare all'America, patria di geni visionari e finanziatori di mentalità aperta. Ma attenzione, la buona idea non basta perchè bisogna lavorarci giorno e notte per arrivare in alto.

Elleerre

600 MILA ACCOUNT VIOLATI

Proprio così cari amici. Dai piani alti di Facebook sono stati diramati i dati relativi al furto di identità e si parla di circa 600mila account violati ogni giorno. Il numero impressionante ci dice, in pratica, che ogni 24 ore qualcuno più o meno in malafede, ruba i dati d'accesso di terzi e utilizza il loro profilo con finalità varie e non sempre lecite. Ma ecco che Zuckerberg e compagnia hanno pensato ad un sistema per migliorare la sicurezza nel web, ed hanno presentato quello che è stato nominato "Trusted Friends", ovvero un progetto che ha l'ambizione di ridurre i furti d'identità su Facebook, attraverso la selezione da parte degli utenti, di 5 amici fidati con i quali condividere email e password d'accesso. Oltre a questa innovazione, sembra che Facebook stia cercando di rendere impenetrabile l'universo composto da tutte le sue applicazioni, giochi ecc ecc, prevedendo l'utilizzo, sempre da parte dell'utente, di numerose password diverse tra loro. Dunque, per quanto riguarda questo "trusted friends", sinceramente non ho ben capito la sua funzione, e vorrei attendere prima di commentarla in maniera adeguata. L'idea delle tante password invece sicuramente ha una sua logica, condivisibile per certi versi, ma ci obbligherà a riempire decine di Post-it con decine di password diverse, e questo non potrà non creare una gran confusione. Riusciranno i manager di Facebook a risolvere il rebus? Stiamo a vedere.

Elleerre

ITUNES? UN VAMPIRO

Pete Townshend, chitarrista del leggendario gruppo rock "The Who", critica aspramente il portale dedicato alla musica definendolo, probabilmente ispirato dalle recenti festività, un vampiro digitale. Questo è l'ennesimo episodio di "lotta al buonismo", verificatosi nel post Steve Jobs, da parte di personaggi influenti nella scena mondiale. Townshend riprende così una questione vecchia, affermando che Itunes, invece che aiutare gli artisti, li abbia danneggiati a causa degli alti margini applicati sui prezzi dei brani. Pete, ai microfoni della BBC, continua nella sua analisi del prodotto di casa Apple, che più di ogni altro ha rivoluzionato la distribuzione e anche la stessa concezione del mercato musicale, e aggiunge che il servizio è tanto impeccabile nella distribuizione, quanto "parassitario" nei confronti di tutto il comparto. Le case discografiche erano tutt'altra cosa, continua l'artista, perchè curavano la figura dell'artista per condurlo sulla strada del successo, cosa che Itunes non fa. Pete addirittura chiede ad Apple di investire risorse nella ricerca di nuovi talenti e di assumersi le responsabilità che un tempo erano proprie delle etichette discografiche, quando il portale Apple non era ancora stato pensato. Da itunes, Townshend passa all'attacco del web intero e del sistema del filesharing, il quale ha praticamente fatto estinguere, a suo dire, il copyright così come lo conosciamo. Beh, io personalmente appoggio il coraggioso Pete che si è scagliato contro il moderno sistema musicale, anche se so che è una guerra persa in partenza. Diverse fonti autorevoli danno del pazzo a costui, e migliaia di internauti lo giudicano un eretico perchè non sarebbe in grado di apprezzare le enormi possibilità di internet. Non so perchè, ma sono convinto che tutti coloro che scrivono queste cose non abbiano mai prodotto qualcosa da destinare al mercato, come una canzone per esempio. Mettiamoci nei panni di un artista emergente: sono sparite le figure classiche delle etichette discografiche che andavano a caccia di talenti, e ora bisogna pubblicizzarsi sui Social Netrwork e inviare demo via mail a centinaia di indirizzi. Poi, se si ha la fortuna di essere presi in considerazione e di produrre un brano, si deve subire la pirateria che imperversa on line. E qualcuno viene a dire che Townshend è un pazzo? No, Townshend ha detto cose giustissime, ma le ha dette consapevole del fatto che le cose sono solamente destinate a peggiorare.

Elleerre